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Il licenziamento di una lavoratrice madre che rifiuta il trasferimento è legittimo?

IL CASO

  • Madre rientra al lavoro dopo la maternità
  • Le viene proposto il trasferimento in un’altra città
  • Rifiuta non volendosi allontanare dalla figlia piccola e dalla famiglia
  • Licenziata

È legittimo il licenziamento? 

NO!

La Cassazione Civile, con la Sentenza del 6 febbraio 2017 n. 3052, ha stabilito che il licenziamento intimato alla lavoratrice- madre a causa del suo rifiuto di prestare la propria attività lavorativa in un’altra sede lontana rispetto al luogo in cui era stata inizialmente destinata è illegittimo.

PERCHÈ?

La Cassazione ha rilevato che la società, prima di intimare alla lavoratrice il trasferimento, aveva provveduto ad assumere una nuova persona che svolgesse la stessa mansione esercitata dalla lavoratrice assente per maternità.

Tale circostanza, non confutata nel corso del giudizio dalla società, ha consentito alla Corte di ritenere che la volontà aziendale fosse chiaramente quella di estromettere la lavoratrice a causa della sua particolare situazione familiare in quanto lo stato di mamma di un bimbo in tenerissima età rendeva impossibile un cambiamento significativo del luogo di lavoro.

Non erano emerse, infatti, circostanze idonee a ritenere che la lavoratrice al suo rientro non potesse proseguire nell’esercizio delle mansioni che prima della sua giustificata assenza compiva. Ciò anche in considerazione della professionalità acquisita e mai contestata dall’azienda.

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