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Lo scarso rendimento può comportare il licenziamento?

Un lavoratore viene licenziato dall’azienda presso cui lavorava per giustificato motivo soggettivo: la ragione posta dalla società a fondamento del licenziamento concernerebbe il mancato raggiungimento degli obiettivi e, quindi, lo scarso rendimento del dipendente. Il lavoratore impugna il licenziamento e la causa giudiziaria giunge in Cassazione. La Suprema Corte ha riconosciuto la legittimità delle ragioni poste dal lavoratore a fondamento della propria impugnativa e, quindi, ha dichiarato illegittimo il licenziamento inflitto.

La motivazione posta dalla Suprema Corte a fondamento di questa decisione riguarda il mancato adempimento da parte del datore di lavoro al proprio onere probatorio; il datore di lavoro non avrebbe cioè fornito elementi, precisi e puntuali, idonei a dimostrare l’effettività delle contestazioni sollevate. La sentenza citata, infatti, ha precisato che l’onere probatorio in capo al datore di lavoro risulta particolarmente forte in quanto non deve limitarsi a contestare genericamente al proprio d n. ipendente il mancato raggiungimento del risultato atteso ma deve dimostrare che la mancata esecuzione della prestazione pretesa sia dipesa da colpevole e negligente inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore. Parte datoriale deve cioè individuare il livello di diligenza normalmente richiesto per lo svolgimento delle mansioni assegnate, ossia lo standard produttivo inizialmente concordato con il lavoratore, e deve dimostrare che nell’ipotesi in esame tale livello non è stato raggiunto dal lavoratore a causa del suo comportamento negligente. Nel fornire tale prova il datore di lavoro può anche compiere una media tra l’attività produttiva svolta da altri lavoratori adibiti alle stesse mansioni del dipendente con cui si vuole interrompere il rapporto di lavoro al fine di accertare, in che modo e con quali parametri, la prestazione resa dal lavoratore si discosta dal rendimento medio degli altri dipendenti. E, quindi, sulla base di tali rilievi può valutare la sussistenza dei presupposti per potere procedere legittimamente all’eventuale licenziamento per scarso rendimento.

Cassazione Civile, sez. lavoro, 19 settembre 2016 n. 18317

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