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MATERNITA’ E PART TIME ALCUNE RIFLESSIONI….

Intervista a un imprenditore da Repubblica

Un articolo recentemente pubblicato su un sito web dedicato alle mamme mi ha spinto a pormi questa domanda,  che desidero rivolgere anche a voi.

Il part time rappresenta davvero l’unica forma di conciliazione?

In altre parole possiamo ritenerci veramente soddisfatte se, dopo la maternita`, otteniamo dal nostro datore di lavoro la trasformazione del nostro rapporto di lavoro full time in part time?

Nell’articolo che vi ho segnalato viene riportata la testimonianza molto bella e illuminante di un imprenditore che ha valorizzato all’interno della propria azienda il ruolo delle donne, riconoscendo la loro funzione chiave nella gestione delle dinamiche aziendali e delle problematiche che negli anni si erano presentate.

Il valore della maternita`

L’imprenditore intervistato sottolinea che nella sua azienda la richiesta di part time avanzata dalla lavoratrice madre veniva immediatamente accolta, in quanto si riteneva che le competenze professionali acquisite dalla donna nel corso della propria esperienza lavorativa in azienda non avrebbero subito limitazioni durante la maternità ma piuttosto sarebbero state valorizzate. Pertanto, la concessione di un part time non comportava alcuna limitazione e alcun “rischio” per l’azienda.

Il parere legale

Ascoltare storie di azienda che “vivono“ la maternità come un evento naturale della vita di ciascuna donna e che, pertanto, la incentivano e valorizzano è veramente bello e stimolante.

Personalmente però credo che l’adozione di forme di conciliazione vada ben oltre la concessione di un  part time, in quanto è innegabile che tale forma contrattuale comporta inevitabilmente una riduzione retributiva e previdenziale e talvolta una rinuncia dell’ indipendenza economica della lavoratrice mamma.

Penso, quindi, che l’idea di conciliazione famiglia lavoro debba essere intesa in modo più ampio e debba, quindi, comprendere altre misure oltre al part time che possono non comportare rilevanti investimenti economici per il datore di lavoro e, al tempo stesso, rendere piu` effettiva la conciliazione, senza creare limitazioni salariali per la donna (pensiamo ad esempio alla flessibilità degli orari in entrata e in uscita o allo  smartworking….)

Voi cosa ne pensate?

Quali misure vi piacerebbe adottasse la propria azienda ?

Simona Fontana

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