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Conciliazione e smartworking

In questo articolo dal titolo molto interessante “ se il lavoro è flessibile, la madre guadagna di più” vengono riportati i risultati di una ricerca condotta in Canada  dalla sociologa Sylvia Fuller,  nellaquale è emerso che nel momento in cui le aziende promuovono il lavoro flessibile, l’assunzione di donne e donne madri non rappresenta più un problema. Secondo questo studio la flessibilità non solo rende più facile per le lavoratrici svolgere bene il proprio compito, ma allevia che la preoccupazione del datore di lavoro riguardo il buon svolgimento del compito assegnato.

Lo smartworking: di cosa si tratta?

Negli ultimi tempi si parla spesso di smartworking, di aziende che hanno deciso di introdurre questa nuova modalità lavorativa, evidenziando i grandi benefici ottenuti in termini di aumento non solo della produttiva ma anche dell’efficienza ed efficacia, grazie a un una maggiore fidelizzazione del proprio dipendente.

Lo smarworking e` infatti una nuova modalita` di organizzazione del lavoro basata innanzitutto sulla flessibilità, si tratta in altri termini di lavoro agile. Alla base vi e` infatti una nuova mentalità che rappresenta il superamento della cultura che ha caratterizzato nel passato il mondo del lavoro: ossia il passaggio dal lavoro “a timbratura del cartellino ”al lavoro “per obiettivi”. Ne consegue che al lavoratore viene lasciata ampia libertà di organizzazione a patto che realizzi nei termini previsti gli obiettivi prefissati.
In altre parole  lo smartworking (o lavoro agile) non rappresenta una nuova tipologia contrattuale ma piuttosto una nuova modalità organizzativa che consente ai dipendenti di lavorare da remoto, senza la presenza fisica in ufficio .

Lo smartworker, ossia il lavoratore agile.

Lo smarkworker è un lavoratore dipendente che esegue la prestazione professionale fuori dai locali aziendali, talvolta anche per un solo giorno a settimana, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici per lavorare da remoto, ossia senza postazione fissa in ufficio. I benefici che ne conseguono sono molteplici in quanto il lavoratore a cui viene riconosciuta questa nuova modalita` di lavoro si sente considerato parte integrante delle scelte aziendali e valorizzato non solo a livello prettamente remunerativo (aspetto certamente importante e degno di pregio) ma anche come persona. Le sue esigenze infatti non sono percepite come il frutto di mere richieste personali del tutto avulse dalla realtà aziendale ma diventano scelte condivise e valorizzate dalla stessa azienda che le vive come necessità primaria da soddisfare per la crescita dell’azienda stessa.

Lo smartworking e i benefici per l’economia.

Lo smartworking può svolgere un ruolo determinante per stimolare l’economia; attraverso la riduzione di costi fissi per la gestione rigida di uffici e spazi di lavoro, spesso sovradimensionati e inutilizzati; le imprese possono infati liberare risorse da reinvestire nella crescita e nell’occupazione. Grazie a modalità organizzative del lavoro che prevedono agilità e flessibilità si consente inoltre a molte persone, in particolare le mamme, di poter conciliare al meglio la propria vita professionale e personale e continuare a contribuire allo sviluppo economico del Paese nel suo complesso.

Incentivare lo smartworking significa dunque ridurre i costi fissi degli uffici, liberando così risorse che le aziende possono investire nella crescita e nell’occupazione.

Lo smartworking: la normativa.

La normativa, recentemente approvata, riconosce espressamente la possibilità di stipulare un accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro che disciplina appunto le modalità di esercizio del lavoro agile attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Tale accordo deve essere necessariamente stipulato per iscritto e deve disciplinare, in modo preciso e puntuale, le modalità esecutive della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro e agli strumenti utilizzati dal lavoratore.
Tale accordo può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato e, in tal caso, il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore, con cadenza almeno annuale, un’ informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
Il riconoscimento dello smartworking all’interno di un testo normativo rappresenta certamente un importante progresso in quanto dimostra che è stata posta in modo concreto e reale l’attenzione sui problemi relativi alla conciliazione. Ora sta a noi tutti cercare di assicurarne un’applicazione efficace ed efficiente.

Mi piacerebbe molto conoscere il vostro punto di vista e ascoltare le testimonianze da chi ha applicato o giovato dello smartworking

Se vi fa piacere scrivetemi.

Simona Fontana

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