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Il padre dipendente può usufruire dei permessi giornalieri mentre la madre lavoratrice autonoma percepisce l’indennità di maternità?

 

 

Il decreto legislativo n. 151/2001 riconosce alle lavoratrici dipendenti la possibilità di usufruire nel corso del primo anno di vita del proprio bambino di due periodi di riposi giornalieri ( anche cumulabili durante il giorno) . Il riposo, invece, è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.  Si tratta dei permessi comunemente denominati “permessi per l’allattamento”

Cosa prevede la normativa ?

La normativa di riferimento art. 39 e seguenti del d.lgs 151/2001 riconosce al padre lavoratore la possibilità di usufruire dei periodi di riposo giornaliero qualora si verifichino le seguenti condizioni:

  1. nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
  2. in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
  3. nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
  4. in caso di morte o grave infermità della madre.

Tali permessi sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione.

Cosa ha deciso la Corte di Cassazione?

La fattispecie su cui la Corte di Cassazione si è dovuta pronunciare riguarda l’ipotesi in cui il padre lavoratore dipendente aveva richiesto i permessi giornalieri e la madre lavoratrice autonoma lavorava e percepiva l’indennità di maternità.

Con riferimento, infatti, alle lavoratrici autonome in considerazione della particolare attività svolta poco compatibile con la possibilità di interrompere la propria attività lavorativa la norma prevede la possibilità di poter usufruire dell’indennità di maternità pur lavorando.

Secondo l’INPS la richiesta avanzata dal lavoratore non poteva essere accolta in quanto riteneva che tali permessi potevano essere usufruiti solo qualora la madre, lavoratrice autonoma, non percepisse l’indennità di maternità. L’Ente riteneva cioè che la contemporanea fruizione da parte del padre dipendente dei permessi giornalieri e da parte della madre, lavoratrice autonoma, dell’indennità costituisse una violazione di quanto previsto dal Testo Unico sulla Maternità e Paternità,

La Corte di Cassazione con tale sentenza (Cassazione Civile, sez. lavoro, 12 settembre 2018 n. 22177) ha, invece, evidenziato che il cumulo dei due benefici (permessi giornalieri per il padre dipendente ed indennità per la madre lavoratrice autonoma) è possibile e non comporta alcuna violazione normativa.

Obiettivo: favorire una genitorialità condivisa

In particolare nella sentenza indicata viene enunciato il principio, chiara espressione della volontà di favorire possibilità conciliativa, secondo cui vista la possibilità per entrambi i genitori di poter lavorare subito dopo l’evento maternità risulta maggiormente funzionale affidare agli stessi genitori la facoltà di organizzarsi nel godimento dei medesimi benefici previsti dalla legge. Ciò al chiaro fine  di favorire una gestione familiare e lavorativa meglio rispondente alle esigenze di tutela del complessivo assetto di interessi perseguito dalla normativa e alla volontà di entrambi i genitori di vivere la propria genitorialità.

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