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Perchè lo smartworking non deve rimanere “strumento d’emergenza”

 

Il mondo del lavoro in queste settimane sta cambiando notevolmente; scenari che poco tempo fa consideravamo inimmaginabili si sono e si stanno concretizzato destando preoccupazioni e timori.

Di fronte a questa vera e propria “rivoluzione” credo sia fondamentale ed imprescindibile non farci trovare impreparati e cogliere gli aspetti positivi che possono derivare; penso che sia elemento imprescindibile, per garantire la sopravvivenze delle realtà aziendale rappresentanti il florido tessuto economico del nostro paese, fornire gli strumenti affinché queste si attivino per cercare di cogliere da questa emergenza spunti di riflessione efficaci e fecondi.

Stimoli che possano aiutare a migliorare e a risollevarci in questo momento creando un nuovo modo di lavorare e di essere presenti in azienda.

 

L’imposizione data in queste settimane dal Governo di adottare, dove possibile, forme di lavoro agile (con modalità in deroga a quanto normativamente previsto) sta dimostrando quanto tale modalità lavorativa, lungi dall’indurre il lavoratore a “vivere” il proprio lavoro in maniera meno efficace ed efficiente, consenta in realtà una maggiore produttività ed anche una maggiore partecipazione dello stesso alle esigenze aziendali.

Questa “scoperta” non può certamente essere sottovalutata e non può essere relegata a mero “rimedio” utilizzato provvisoriamente per far fronte ad una situazione di emergenza.

Deve diventare un vero e proprio “modus operandi” dell’azienda di cui non può farne a meno visti i suoi benefici effetti sotto il profilo economico, finanziario oltre che sociale.

E’ evidente che il vero smartworking dovrebbe amndare ben al di là  del “lavorare da casa” in quanto dovrebbe portare ad una trasformazione manageriale  e culturale dell’organizzazione, a cambiare il modo stesso di concepire la propria relazione con l’organizzazione.

In un articolo scritto sull’inserto del Sole 24 ore “Smartworking lavoro da casa”   ho letto una frase molto significativa che racchiude quello che stiamo vivendo :

“Quella che abbiamo di fronte è una colossale sperimentazione sociale che verosimilmente consenitrà alle aziende, alle istituzioni ed alle persone di scoprire e di mettere a punto  modelli organzzativi più adeguati alle possibilità offerte dalla rivoluzione digitale”

 

QUALI SONO I BENEFICI NELL’ADOZIONE DI FORME DI “LAVORO AGILE” ?

 

PER L’AZIENDA

  • Riduzione dei costi; riorganizzando gli spazi ed inserendo politiche di desk sharing, ambienti comuni, silent room, per andare incontro alla mobilità e flessibilità del lavoro, gli uffici si riducono, come i costi collegati. La riduzione dei costi è anche legata all’ottimizzazione dei processi (riduzione tempistiche, anomalie, rischi) e all’utilizzo di tecnologie collaborative che migliorano gli standard di lavoro.
  • Aumento brand awareness; un’azienda che adotta politiche di Smart Working, si distingue sul mercato ed è più attrattiva: per clienti, come per partner che – soprattutto – per futuri dipendenti. Si è più appetibili sul mercato e ci sono meno difficoltà nella ricerca di talenti;
  • Aumento produttività: lavoratore più produttivo, significa team più produttivo, che significa organizzazione più produttiva;
  • Possibilità di avere un ambiente di lavoro coeso, trasparente, collaborativo (perché il lavoratore è ingaggiato e coinvolto. Come già citato sopra nei vantaggi del lavoratore), che genera continuamente idee e le sperimenta internamente, per migliorare processi o offerta ai clienti.

    PER I LAVORATORI

  • Riduzione dei tempi e costi di trasferimento
  • Miglioramento del work-life balance
  • Aumento della motivazione e soddisfazione

Il tempo medio risparmiato da uno smartworker per ogni giornata di lavoro da remoto sia di circa 60 minuti. Ipotizzando che l’azienda preveda solo una giornata a settimana di lavoro da remoto il tempo risparmiato in un anno è dell’ordine di 40 ore per Smart Worker: un piccolo tesoro di tempo e vita che potrebbe essere utilmente reinvestito.

 

 

PER L’AMBIENTE

  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • Riduzione del traffico
  • Migliore utilizzo dei trasporti pubblico

che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro, sempre nell’ipotesi di un giorno a settimana di lavoro da remoto, si potrebbe ottenere un risparmio in termini di emissioni per persona pari a 135 kg CO2 all’anno

 

 

QUALI SONO LE RESISTENZE DEL DATORE DI LAVORO

  • COME ESERCITARE IL POTERE DI CONTROLLO?

E’ necessario separare con nettezza il controllo sul risultato dal controllo sulla persona.

Fondamentale che l’imprenditore fornisca obiettivi precisi e definiti che il lavoratore deve raggiungere nel termine da lui puntualmente prestabilito.

Fiducia e responsabilizzazione sono le parole chiave di questo “differente” approccio lavorativo.

Superare la cultura del presenzialismo a favore di una nuova cultura aziendale che identifichi il benessere delle persone come valore aziendale che può portare ad una crescita sostenibile e duratura nel tempo.

Un accordo puntuale e preciso con una chiara indicazione degli obiettivi e dei tempi di realizzazione è certamente imprescindibile per superare i “timori” dirigenziali e trasformarli in proficue leve gestionali.

  •   COME ESERCITARE IL POTERE DISCIPLINARE

Tramite l’adozione di forme di lavoro agile possono concretizzarsi nuovi comportamenti del lavoratore idonei a sollecitare possibili sanzioni disciplinari da parte dell’azienda .

Importante, quindi, secondo il contesto aziendale e alle particolari prestazioni lavorative ivi svolte tipicizzare (tramite la stesura di un codice disciplinare ulteriori rispetto a quello già previsto) quali condotte sarebbero sanzionabili.

 

  •       E LA SICUREZZA SUL LAVORO

Anche in tal caso una esaustiva e puntuale regolamentazione potrà favorire la gestione di tale aspetto in maniera tutelante per entrambe le parti contrattuali.

Rilevante, quindi, sarà la stesura di un informativa scritta contenete i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del lavoro.

 

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