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MAMMA CHE LAVORO

Il padre dipendente può usufruire dei permessi giornalieri mentre la madre lavoratrice autonoma percepisce l’indennità di maternità?

 

 

Il decreto legislativo n. 151/2001 riconosce alle lavoratrici dipendenti la possibilità di usufruire nel corso del primo anno di vita del proprio bambino di due periodi di riposi giornalieri ( anche cumulabili durante il giorno) . Il riposo, invece, è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.  Si tratta dei permessi comunemente denominati “permessi per l’allattamento”

Cosa prevede la normativa ?

La normativa di riferimento art. 39 e seguenti del d.lgs 151/2001 riconosce al padre lavoratore la possibilità di usufruire dei periodi di riposo giornaliero qualora si verifichino le seguenti condizioni:

  1. nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
  2. in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
  3. nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
  4. in caso di morte o grave infermità della madre.

Tali permessi sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione.

Cosa ha deciso la Corte di Cassazione?

La fattispecie su cui la Corte di Cassazione si è dovuta pronunciare riguarda l’ipotesi in cui il padre lavoratore dipendente aveva richiesto i permessi giornalieri e la madre lavoratrice autonoma lavorava e percepiva l’indennità di maternità.

Con riferimento, infatti, alle lavoratrici autonome in considerazione della particolare attività svolta poco compatibile con la possibilità di interrompere la propria attività lavorativa la norma prevede la possibilità di poter usufruire dell’indennità di maternità pur lavorando.

Secondo l’INPS la richiesta avanzata dal lavoratore non poteva essere accolta in quanto riteneva che tali permessi potevano essere usufruiti solo qualora la madre, lavoratrice autonoma, non percepisse l’indennità di maternità. L’Ente riteneva cioè che la contemporanea fruizione da parte del padre dipendente dei permessi giornalieri e da parte della madre, lavoratrice autonoma, dell’indennità costituisse una violazione di quanto previsto dal Testo Unico sulla Maternità e Paternità,

La Corte di Cassazione con tale sentenza (Cassazione Civile, sez. lavoro, 12 settembre 2018 n. 22177) ha, invece, evidenziato che il cumulo dei due benefici (permessi giornalieri per il padre dipendente ed indennità per la madre lavoratrice autonoma) è possibile e non comporta alcuna violazione normativa.

Obiettivo: favorire una genitorialità condivisa

In particolare nella sentenza indicata viene enunciato il principio, chiara espressione della volontà di favorire possibilità conciliativa, secondo cui vista la possibilità per entrambi i genitori di poter lavorare subito dopo l’evento maternità risulta maggiormente funzionale affidare agli stessi genitori la facoltà di organizzarsi nel godimento dei medesimi benefici previsti dalla legge. Ciò al chiaro fine  di favorire una gestione familiare e lavorativa meglio rispondente alle esigenze di tutela del complessivo assetto di interessi perseguito dalla normativa e alla volontà di entrambi i genitori di vivere la propria genitorialità.

AUGURI PAPA` Alcune riflessioni per riconoscere il valore autentico di questo giorno.

 

Oggi è la Festa del Papà.

Auguri a tutti i Papà: siete i nostri Pilastri, i nostri punti fermi, le ancore a cui affidarci in ogni momento di difficoltà.

Credo che negli ultimi tempi sia nato un forte desiderio da parte dei papà di vivere il proprio ruolo in maniera più intensa, in maniera più presente. Il desiderio paterno di non perdere momenti significativi della crescita dei propri bambini si sta percependo in maniera sempre più forte.

La conciliazione, quindi, sta diventando sempre più una prerogativa non solo delle donne ma anche degli uomini-papà che voglio avere un ruolo attivo e presente nella vita di proprio figlio.

La normativa corre un po’ in aiuto a questo desiderio,anche se i passi da compiere sono ancora davvero molti!

La Legge di Stabilità 2019 ha introdotto il diritto del padre di usufruire di 5 cinque giorni di astensione obbligatoria dal lavoro anche non continuativi, retribuiti al 100%; oltre a questi giorni di congedo obbligatorio il padre può usufruire di un altro giorno di congedo facoltativo da utilizzare però in alternativa alla madre anch’essa lavoratrice dipendente.

E’ evidente che i giorni non sono molti, anzi risultano alquanto irrisori, ma vogliamo essere positive e vedere in questa nuova previsione normativa un passo avanti nel riconoscimento dell’importanza di creare supporti normativi volti ad assicurare una genitorialità davvero condivisa.

Un augurio speciale al mio papa`… mia quotidiana fonte di ispirazione e mio porto sicuro…

Simona.

#MAMMACHELAVOROINTERVISTE

 

Sono felice di aver ricevuto l’intervista di Chiara;  grazie a Lei mi sono infatti avvicinata al mondo del web!!!

Ed ecco la sua esperienza:  il suo essere “Mamma Che Lavoro”

 

1.Hai voglia di parlarci di te? Ciao sono Chiara, 41 anni, expat da uno e mezzo in Portogallo, sono una consulente strategica nell’ambito del marketing e della comunicazione e la resolution 2019 sono i tarocchi.

 2. Ci racconti un po` la tua giornata? Mi sveglio presto, cerco di rispettare alcune regole durante il giorno per evitare di essere poco concentrata e perdere tempo. Ho imparato che è meglio lavorare meno ore, ma con più “verve”. Molto spesso comincio la mia giornata dopo un’ora di attività fisica o yoga.

 3. Come e` cambiato il tuo lavoro dopo la maternita` ? (sia in termini mentali sia pratici)Una rivoluzione. C’è un prima e un dopo, questo dopo è in meglio, ma forse non in tutto perché i problemi duplicano e i capelli bianchi anche. Se fai qualcosa che non va bene le conseguenze le paga anche tuo figlio e nel tempo. Son passata da dipendente a libera professionista, un processo che non modificherei mai perché mi ha dato l’opportunità di gestirmi tempo e forze. Innegabile che non sia stata una scelta semplice soprattutto quando i paracadute sociali e finanziari non esistono manco col binocolo. Le donne in Italia sono incubatrici, o poco più, non c’è una cultura che supporti degnamente una famiglia con figli – né incentivi a crescere professionalmente e quindi fare più figli – ciò che c’è rimane nell’alveo dell’assistenzialismo, una strategia a dir poco retrograda. Onestamente a distanza di quasi 10 anni dalla nascita di mio figlio sono ancora più arrabbiata di prima. La scelta di stare con un figlio non dovrebbe essere una scelta, dovrebbe essere naturalmente garantito senza rischiare di mangiare pane e cipolle per mesi. Sistemi intelligenti esistono, soprattutto sistemi che non innescano un colossale senso di colpa sulle spalle delle madri.

 4. Come si e` comportata l’azienda quando hai annunciato di essere in attesa? ( o di adottare un bimbo..)Non ho avuto grandi problemi, devo essere onesta.

 

5. Cosa ti ha spinto a cambiare lavoro o posizione in azienda? (a seconda di chi intervistiamo) Il fatto che non potevo pensare di passare solo due settimane l’anno con mio figlio. In questo senso laddove è possibile una rivoluzione dello smartworking è necessaria e vitale. Se ci fosse stata la possibilità concreta non so se sarei mai uscita dall’azienda. Un grande “what if” che non avrà mai risposta.

 6. Cosa significa per te essere una “mamma che lavoro”? Il mio sogno è lasciare qualcosa a mio figlio, come una volta. Lavorare fino a che ne ho voglia mutando continuamente pelle. Risentiamoci tra qualche anno con: “Nonna che lavoro”!

7. Cosa auspichi per le mamme che lavorano? Nel corso degli anni ho maturato un tale disagio per il modo con il quale vengono gestite le questioni di genere che questa domanda potrebbe far scaturire un trattato. Io mi auspico una apocalisse e lo dico con estrema convinzione. Le donne sono una categoria sociale debole, se sono madri o aspiranti tali è ancora più un problema e nel XXI secolo è follia pura. Mi auguro un’inversione di rotta delle politiche miopi o del tutto inutili o addirittura dannose perché è innegabile che proposte come quella di Pillon scaraventano indietro di anni, una vergogna planetaria. Siamo qua a parlare di lavoro femminile, il punto sarebbe quello di parlare di lavoratori e basta, ma in modo contemporaneo. Intelligenza Artificiale, algoritmi, biotecnologie nei prossimi anni cambieranno ancora di più l’universo delle professioni e alla fine invece di supportare i lavoratori, supportiamo il lavoro, un lavoro vecchio però, pensato su modelli del secolo scorso. Le donne, chiaramente, ne risentiranno di più perché costrette o meno a stare a casa non avranno un paracadute sociale che faccia fare loro un “upgrade” per cambiare mansioni e know how. Il discorso è davvero complesso e difficile, a me sembra che le poche conquiste degli anni passati si siano volatilizzate in un baleno tornando ad un insostenibile realtà di “sussistenza” e non “sviluppo”. La vedo male.

8. Vorresti aggiungere qualcosa?

Sì, sogno un mondo nel quale il “genere” sia del tutto irrilevante ed irrilevante il fatto di essere madri o meno.

#MAMMACHELAVOROINTERVISTE

  1. Hai voglia di parlarci di te?

Ciao mi chiamo Patrizia sono mamma di due meravigliosi bambini di 12 anni e di 9 anni e un marito fantastico. Alla nostra famiglia si è aggiunto Coky, un cane, che abbiamo adottato due anni fa.

Sono consulente privacy e Responsabile della Protezione dei dati. In questo momento vi state chiedendo che lavoro faccio, perché i miei figli me lo chiedo di continuo: “Mamma, ma che lavoro fai?” e io rido.

Mi sono trasferita sul Lago di Garda appena sposata, lasciando Milano e un lavoro a tempo indeterminato. Durante la ricerca di lavoro tutti guardavano la mia età e l’anello al dito. Un anno di ricerca, poi mi è stata data la possibilità di un lavoro vicino casa, del quale, però, non sapevo nulla. Da un giorno all’altro mi sono trovata a gestire un ufficio e ad occuparmi di privacy….cosi` ha avuto inizio la mia “avventura”.

 

Il mio percorso di studi era stato completamente diverso. Scienze Politiche, con una specializzazione nella normativa europea. Avevo lavorato per aziende che si occupavano di programmazione europea, con esperienze in diversi Paesi. Improvvisamente, mi sono ritrovata ad iniziare un nuovo percorso. Felice, ma devo confessare che non è stato semplice.

Ho lavorato per 5 anni come dipendente. Poi la scelta nel 2012 di creare un mio studio di consulenza privacy, spinta da mio marito che mi ha sempre sostenuta in questo progetto.  Sapevo che lasciare un lavoro sicuro con orari fissi per un lavoro in proprio con due bambini ancora piccoli non sarebbe stato facile ma vedevo anche tutti i lati positivi come la flessibilita` di orari e la possibilita` di esprimere meglio le mie competenze. Uno studio che si occupasse non solo di predisporre documenti, ma che fosse anche orientato a offrire ai clienti qualcosa in più; proprio nel momento in cui il settore privacy stava nascendo. La scelta di licenziarmi e mettermi in proprio è stata complessa e ci ho pensato molto.

 

  1. Ci racconti un po` la tua giornata?

In verità mio marito si occupa dei ragazzi la mattina. Sveglia tutti. È lui che li accompagna a scuola, mentre io cerco di riordinare casa e poi .. via in ufficio o da clienti. In genere sono sempre via, passo il tempo in macchina. Faccio anche da NCC, quale mamma non ha la licenza da ncc. Perché oltre al lavoro cerco di incastrare gli impegni dei ragazzi. Basket, piscina, batteria, feste di compleanno, catechismo, vuoi non mettere la ricerca a casa di amici??! Poi la sera, rivedo i compiti e preparo la cena. Unico momento di relax per tutti è il dopo cena. In tutto questo, più volte ho cercato di impegnarmi in corsi di pilates o yoga, con scarsi risultati.

 

  1. Come e` cambiato il tuo lavoro dopo la maternita` ? (sia in termini mentali sia pratici)

E` stata una scelta condivisa con mio marito, un progetto che sapevamo ci avrebbe cambiato il modo di vivere. Avevo già rifiutato un lavoro che mi avrebbe portato lontano dall’Italia, prima del matrimonio. Ho fatto una scelta e oggi sono contenta della mia famiglia. Certamente, la maternità ha complicato un po’ le cose. Quando i bambini sono nati avevo la babysitter, l’asilo nido e la scuola materna. Un mutuo…!

Mi hanno aiutato un po’ le altre mamme, ho una lista di numeri di telefono in caso di ritardo per ritirare i bambini a scuola.

Essendo libera professionista cerco di organizzare gli appuntamenti nei giorni in cui i bambini hanno tempo lungo a scuola.

 

  1. Come si e` comportata l’azienda quando hai annunciato di essere in attesa? ( o di adottare un bimbo..)

Quando sono rimasta incinta ancora lavoravo come dipendente. Ho lavorato fino all’ottavo mese e sono rientrata appena terminata la maternità. Ho avuto la possibilità di lavorare da casa e i clienti non hanno avuto problemi. Qualcuno ancora si ricorda del mio pancione. Non nascondo le difficoltà, quando la mattina mi svegliavo e qualcuno aveva la febbre. Panico! Comunque, ancora oggi quando influenza o malanni di stagione colpiscono i piccoli, ci si organizza e io o mio marito restiamo a casa con i bimbi.

 

 

  1. Cosa ti ha spinto a cambiare lavoro o posizione in azienda? (a seconda di chi intervistiamo)

 

La mia autonomia è dipesa soprattutto dal modo di lavorare. Organizzare incontri con i clienti, cambiare l’approccio e soprattutto parlare di privacy in maniera diversa. Ho iniziato a lavorare da casa, utilizzando i canali social. Alcuni corsi li ho tenuti tranquillamente da casa, tramite skype, mentre i bambini dormivano. Avevo bisogno di qualcosa di mio. Ho creato un mio sito e le pagine social, che parlavano di privacy. Il tema del trattamento dei dati o privacy, non è semplice. Come dice il mio collega, solo i “pazzi” in questi anni sono andati avanti, credendo in questa professione. Pian piano si è formata una rete di professionisti e nuove collaborazioni.

 

  1. A distanza di qualche tempo rifaresti le stesse scelte professionali?

Si. Oggi sono molto soddisfatta del mio lavoro. È stata una mia scelta, una sfida.

 

  1. Cosa significa per te essere una “Mamma Che Lavoro”?

Una mamma che è mamma, prima di tutto, che per lavoro deve incastrare le agende di tutti e far quadrare tutti gli impegni della famiglia. Segno gli appuntamenti su telefono, pc, sulla scrivania in ufficio. Ogni tanto qualche appuntamento si sovrappone con quello di mio marito e allora scatta il piano d’emergenza, si chiama l’amica. Certo, mi è capitato di arrivare in ritardo a ritirare i bambini a scuola, con la maestra che ti guarda e ti dice: “è un po’, tanto in ritardo!” I miei figli ridono e mi guardano: “mamma sei sempre tu”. Certamente posso contare su mio marito che mi aiuta molto, è fantastico.

 

  1. Cosa auspichi per le mamme che lavorano?

Essere mamma è una bella esperienza, con tutte le problematiche che ne conseguono. Adesso mi trovo ad affrontare il periodo pre-adolescenziale. Quindi, se e` ancora bello essere mamma vi risponderò tra qualche anno.-)

Mamma che lavora, è essere soddisfatta del proprio lavoro. Lavoro sia di mamma che lavoro – lavoro.  Affrontare giornate interminabili piene di impegni, saper anche rinunciare. Le famiglie devono sempre contare sull’aiuto dei nonni, per chi li ha. In alternativa, devi darti dei limiti diventando mamma. Penso a quante si trovano nella necessità di dover chiedere un part time. Manca una politica di sostegno alle donne. Questo vale anche per chi lavora in proprio e ha un’attività. Deve esserci sempre. Non nascondo che recupero il tempo anche di notte per studiare e prepararmi ad un incontro in azienda.

 

In ogni caso ne vale sempre la  pena!!

APPROVATA LA LEGGE DI STABILITA’ 2019

Ogni anno anno inzia con l’analisi delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 che spesso riguardano (sopratutto negli ultimi anni)  anche il tema della conciliazione  famiglia- lavoro (a me molto caro).

Tutte le misure di cui vi avevo parlato nel post di Dicembre  http://mammachelavoro.simonafontana.it/  sono state confermate!

E come era prevedibile sono sorte diverse discussioni tra chi è  favore o chi e` contro soprattutto alla possiblità, appena introdotta, di lavorare fino al nono mese di gravidanza e, quindi, di poter usufruire del congedo di maternita` nei 5 mesi successivi al parto (ovviamente previo parere positivo di un medico convenzionato).

Credo sia difficile assumere una posizione netta e schierata di fronte a questi temi in quanto sono pienamente convinta che forme di generalizzazione siano poco efficaci e comunque non siano certamente idonee a porre fine alle effettive difficoltà legate alla conciliazione famiglia- lavoro.

A mio parere ogni situazione deve essere singolarmente considerata e valutata con estrema obiettività e chiarezza e solo sulla base di tale analisi si puo` poi decidere quale soluzione adottare in base alle proprie esigenze. La liberta` di scegliere tra piu` alternative e` comunque sicuramente un passo avanti.

Desidero segnalare un’ altra misura importante di cui non avevamo parlato nel precedente post; la legge di stabilità 2019 prevede che le aziende, che già adottano  forme di lavoro agile, devono riconoscere priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità. Si tratta di una misura importante che dimostra quanto la conciliazione inizi ad essere vista dall’azienda non più come una forma assistenziale quanto piuttosto come un vero e proprio investimento idoneo ad assicurare maggiore produttività ed efficienza.

Come sapete sono sempre a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.

Simona

#MAMMACHELAVOROINTERVISTE

Abbiamo raccolto la bellissima testimonianza di una “Mamma Che Lavoro”, avete voglia di leggerla con noi?

Iniziamo!

Hai voglia di presentarti?

Ciao mi chiamo Elisabetta, faccio l’impiegata da 20 anni nella stessa azienda (ebbene si!!aiutooo 😊) e seguo la  parte contabile.

Ho due meravigliosi bambini, Anita di 7 anni e Achille di 2 anni.

Hai qualche passione oltre ai tuoi meravigliosi bambini?

Adoro fare piccoli lavoretti creativi, infatti sono passata dalla lana, alla maglia, alla macchina da cucire…ora sono alle prese con la creazione di regali per Natale con il gesso…non vi dico i pasticci! Diciamo che questi lavoretti sono il mio modo di evadere e di rilassarmi..la mia palestra spirituale!

Hai voglia di raccontarci la tua giornata tipo?

Inizio la giornata con Achille che spesso e volentieri è nel lettone 😉 ci scambiamo mille coccole e poi lo lascio a papà Pietro, mio marito appunto, che segue tutte le procedure del “buongiorno” e si ritagliano il loro momento di “solo uomini” ed io vado a bermi un buon caffè in cucina  ..i miei quasi unici 5 momenti di relax!! 😊 impagabili.

Poi passo ad Anita. Andiamo in bagno, dove l’aiuto a lavarsi e a vestirti e spesso e volentieri non le piacciono i vestiti che la sera prima “per portarmi avanti” le ho preparato sul comodino e così inizia la discussione madre e figlia su “quello sie quello no!!”… ed io sono già stanca …. controllatina alla cartella .. colazione…e via!Entrambi escono con papà Pietro, io sistemo la casa e corro al lavoro.

Alla 13 finisco di lavorare, a volte mi fermo a fare la spesa e poi vado a casa a fare qualche lavoretto. La maggior parte delle volte ho la casa che è tutta da sistemare, lavatrice da svuotare, letti da fare, stirare ect.

Hai un “rifugio” oltre al caffe` della mattina?

Si…..Non vi nascondo che a volte mi preparo una meravigliosa vasca calda e stacco la spina per circa un’ora…. quell’ora tremenda dove in realtà dovrei essere in palestra, per essere a posto con la mia coscienza, ma attualmente le mie forze mi portano solo in bagno ad accendere l’acqua calda!! 😊

Come passano i tuoi pomeriggi?

Alle 15.30 sono all’ asilo nido a prendere il mio tesoro, grandi abbracci e via a prendere Anita che frequenta la seconda elementare.

Il più delle volte, soprattutto d’inverno, li porto tutti e due a casa e gli faccio fare la merendina.

Per intrattenere queste tre ore che mi separano dalla cena spesso e volentieri mi invento qualche lavoretto creativo, biscotti fatti in casa, pizza fatta in casa, lavoretti con le tempere, lavoretti con il gesso ect …a volte invece li metto tutti e due nella vasca e gli faccio un bagnetto dove loro i divertono come due pazzi ed io esco sempre bagnata come un pulcino… perché si sa.. i maschi sono fisici  e attivi! Ahahah

Poi si passa alla cena che è il momento più confuso ed isterico della giornata!.

Guarda caso è arrivato anche il papà che , chissà come mai, quando siamo tutti e due adulti la situazione ci sfugge sempre di controllo…boh…un mistero!.

Ceniamo e poi andiamo in salotto ….tra urla..saltelli..tv..ect. Finalmente sono le h. 21.30 e tutto si spegne! Io compresa. 😊

Preferisci leggere l’intervista di Elena di Carousel Equipe  http://mammachelavoro.simonafontana.it/

Come racconteresti il tuo lavoro?

Da 20 anni lavoro in un’azienda dove seguo la parte contabile. Dopo che è nata Anita sono passata al part-time ed ora siamo in tre impiegate. Le soddisfazioni lavorative sono purtroppo cambiate, ora non sono più io la responsabile dell’ufficio e spesso e volentieri mi sento anche l’ultima ruota del carro.

E’ frustrante dopo tanti anni , lo ammetto!.

Ma in realta` e` stata una mia scelta…..ho chiesto il part-time per seguire i miei bambini, le mie priorità,  e mi è stato subito concesso; ho chiesto di cambiare l’orario di lavoro quando sono iniziate le elementari e mi è stato concesso. So di essere stata fortunata rispetto a tante altre donne  che invece si sono trovare un muro davanti. Anche se la mia posizione lavorativa è cambiata non posso lamentarmi.

Perché come donna e come mamma sono appagata!

Vuoi conoscere le altre forme di conciliazione famiglia lavoro? (link all’articolo blog)

“Mamma che lavoro” per me significa innanzitutto che fare bene la mamma è un lavoro enorme che comporta sacrifici e rinunce ma alla fine è il lavoro più bello del mondo!

Cosa auguri alle altre Mamme Che Lavorano?

Alle mamme che lavorano auspico di trovare soddisfazione in quello che fanno , sia a livello lavorativo che nella vita privata. Perché non si riesce a fare tante cose contemporaneamente e spesso e volentieri noi mamme tendiamo a voler far tutto insieme ! …  bisogna scegliere ed essere consapevoli delle proprie scelte,  decidere di volersi bene ed essere felici perché se noi siamo felici, anche chi ci sta intorno lo è.

Ciao

Elisabetta

LEGGE DI BILANCIO 2019: IL “PACCHETTO FAMIGLIA” . Alcune riflessioni in attesa dell’approvazione definitiva.

In questi giorni si sta parlando tanto del “Pacchetto Famiglia” inserito nella Legge di Bilancio 2019.

Il testo di questo maxi-emendamento non è ancora legge, in quanto pur essendo gia` stato approvato dalla Camera deve ancora seguire l’intero iter parlamentare per l’approvazione definitiva e diventare, quindi, legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Nonostante cio` vista l’importanza dell’argomento desideriamo condividere alcune riflessioni.

In attesa dunque che possano o meno essere confermate, vediamo insieme quali misure conciliative prevede.

Desideri leggere cosa prevede attualmente il Jobs Act in materia di congedo parentale? Link al blog

 

L’emendamento affronta diversi aspetti:

 

  • Congedo di Maternita`, ossia la Maternita` Obbligatoria.

Il testo prevede la possibilità di usufruire dei 5 mesi di congedo dopo il parto. Quindi, se venisse approvata tale modifica al Testo Unico sulla Maternità e Paternità verrebbe introdotta una nuova opportunità per la madre nel senso che potrebbe usufruire del congedo di maternità non solo due o un mese (previo accertamento del medico) prima del parto e 3 mesi dopo, ma tutti i 5 mesi successivamente alla nascita del proprio figlio e, quindi, potrebbe lavorare fino al nono mese di gravidanza.

Per usufruire di tale possibilità deve però essere rilasciato un apposito certificato da un  medico facente parte del Servizio Sanitario Locale, che attesti il buono stato di salute della madre e del bambino.

  • Congedo di Paternità.

Solo per l’anno 2019 sono stati elevati a 5 i giorni di astensione obbligatoria per il papa` da usufruire nei primi 5 mesi di vita del bambino. Sembra sia stata prorogata al 2019 anche la possibilità di utilizzare un ulteriore giorni di congedo, facoltativo, da usufruire in alternativa alla madre. In altre parole se il padre vuole avvalersi di tale giorno, lo stesso viene tolto alla maternità obbligatoria.

 

  • Bonus Asilo.

Hai gia` letto l’articolo dedicato al Bonus Asilo? http://mammachelavoro.simonafontana.it/

L’importo per il triennio 2019-2021 è stato innalzato a 1.500 Euro.

Poi dal 2022 l’importo sarà determinato da un apposito decreto ministeriale da approvare entro il 2021. In ogni caso il bonus non potrà scendere sotto i 1.000 Euro.

 

Non mancheremo di aggiornarvi sull’iter di approvazione della Legge di Bilancio e, quindi sull’operatività effettiva delle misure sopra indicate.

BONUS ASILO NIDO

 

Anche per il 2019 è stato confermato il “Bonus Asilo Nido”, scopriamo insieme in che cosa consiste nello specifico.

 

Chi puo` usufruire del bonus?

Questa misura può essere usufruita dalle famiglie a prescindere dal loro reddito e quindi indipendentemente dall’Isee, in quanto la sua erogazione da parte dell’I.N.P.S. dipende solo dal possesso di alcuni specifichi requisiti.

Ne discende che tale misura risulta essere molto utilizzata e rappresenta certamente un valido supporto per le famiglie.

 

A chi si rivolge?

Il “Bonus Asilo Nido” è rivolto sia alle famiglie i cui bambini frequentano il nido (pubblico o privato) sia alle famiglie con figli affetti da gravi patologie croniche di età inferiore ai 3 anni a causa delle quali sono impossibilitati a frequentare l’asilo.

In tal caso il contributo mira, quindi, a fornire un sostegno economico per l’assistenza domiciliare.

 

Come viene erogato?

Il “Bonus Asilo Nido” usufruibile dalle famiglie di bimbi che frequentano l’asilo nido l’importo complessivo è di 1.000 euro su un totale di 11 mensilità, per un importo mensile di € 90,91.

Mentre con riguardo, invece, al bonus usufruito dalle famiglie per le cure domiciliari dei propri figli l’importo viene corrisposto al genitore richiedente in unica rata in seguito alla presentazione della documentazione medica in cui viene accertata l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica.

La domanda deve essere inoltrata direttamente all’INPS e nella richieste deve essere indicato quale bonus si intende usufruire (Bonus Nido o Contributo per l’introduzione di forme di supporto nell’abitazione) nonché le mensilità per le quali intende ottenere il rimborso.

Inoltre deve essere allegato un documento che dimostra il pagamento almeno della prima retta relativa al primo mese di frequenza dell’asilo nido, oppure la documentazione (per i soli asili nido pubblici) che certifica l’avvenuta iscrizione.

I “Bonus Asilo Nido” vengono erogati sino ad esaurimento; e quindi, viene rispettato l’ordine di inoltro delle singole richieste e qualora sia stato raggiunto il limite di risorse stanziate, l’INPS non prenderà più in considerazione altre domande.

Per il 2018 sono stati stanziati 250.000,00 euro mentre, sebbene sia stato confermato il “Bonus Asilo Nido” per il 2019 non è ancora stato definito l’importo.

 

Requisiti richiesti?

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1 gennaio 2016 in possesso dei seguenti requisiti che devono esistere al momento della domanda nonché nel corso di ogni erogazione del contributo

I requisiti consistono:

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia.

 

I requisiti richiesti per poter usufruire del contributo devono sussistere durante l’intero periodo in cui si usufruisce del contributo e con riferimento al contributo per il pagamento dell’asilo nido devono essere confermati ogni mese.

 

 

Casi di decadenza del “Bonus Asilo Nido”

L’INPS interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza di uno dei seguenti eventi che determinano decadenza:

  • perdita della cittadinanza;
  • decesso del genitore richiedente;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

 

Tale contributo, unitamente ad altri già confermati o ancora in attesa di approvazione, rappresenta certamente un valido e importante supporto per le famiglie in cerca di efficaci soluzioni di conciliazione famiglia  lavoro.

Vuoi conoscere forme di conciliazione auspicabili? (http://mammachelavoro.simonafontana.it/  )

 

Voi ne avete usufruito nel 2019?

Raccontateci la vostra esperienza.

Grazie

Simona